STORIA DELLA PARROCCHIA DI SANT' AGNESE E SANTA  MARGHERITA IN SAN GIORGIO DEL SANNIO (BN)

 

Chiesetta antica

 SsSSTOVi era una antica chiesetta di diritto feudale, costruita probabilmente nel ‘300 ed eretta a parrocchia nel ‘600. Se ne ignora la primitiva forma architettonica e il fondatore. Come parrocchia doveva avere qualche importanza, se il parroco sin d’allora, risultava con il titolo di Abate – Curato di S. Agnese e Calvi, già R. Patronato, e divenuta parrocchia di libera collazione in seguito ed in forma del Patto Laterano dell’11 febbraio 1929. Non vi erano stati Santi fondatori ma bensì vissuti in essa persone illustri di particolare riguardo (vedi fondazione dell’orfanatrofio).

 

Località in cui sorgeva

Dalla grande piazza di S. Giorgio del Sannio, si entra nella via Barone Nicola Nisco tra il muro settecentesco del Monastero della Visitazione e le case appoggiate al muro dell’ombroso giardino Nisco: nel punto preciso in cui la via si biforcava con una ipsilon, sorgeva la chiesetta, quasi ad aprire, in sospiro di preghiera, il braccio sinistro sulla strada nazionale trafficata e rumorosa, e il destro sulla strada solitaria che menava a Calvi, una terricciuola dalla pace manzoniana di Pescarenico, a sud – ovest nereggiava il castello dei Borboni dalla cima di Montefusco. Anche dai vetri superstiti di quelle finestre brillavano di maggio in faccia a S. Maria del Carmine le dorate aurore e i rosei tramonti. Non si sapeva come sta il fatto che intorno all’antica chiesetta feudale nessuno aveva osato costruire, pur essendo i suoi limitrofi, per la ubicazione e per la esposizione, molto adatti alle costruzioni.Era di stile toscano a tre navate.

 

Opere d’arte che possiedeva e quali altari

Non vi erano opere d’arte, ma vi erano sono tre altari:

1°) L‘Altare Maggiore in marmo policromo con la rispettiva balaustra e la nicchia della Vergine, nonché un candelabro in bronzo e una lampada in argento ed altri oggetti.

2°) L’Altare dedicato a S. Teresa del Bambin Gesù e vi era pure un bellissimo quadro a pittura di

 S. Maria Goretti.

3°) L’Altare della Madonna del Rosario con il quadro del Sacro cuore di Gesù.

Poi vi erano alcune statue: quella di S. Agnese vergine e Martire, titolare e Patrona della nostra Parrocchia e quella di S. Francesco Saverio a mezzo busto. Vi era pure il Battistero formato di un sol pezzo di pietra.

La parrocchia non aveva tesori, era poverissima, possedeva semplicemente quattro tomoli di terreno.

Nella Parrocchia non vi  era casa parrocchiale ma semplicemente la sacrestia e un Orfanatrofio adibito per le orfane e figli abbandonati.

 

La fondazione dell ’orfanatrofio .

Il 28 Aprile del 1938 per volere del defunto Avv. Vittorio Baldassare, persona illustre dotato di nobili sentimenti e di virtù, e della N. D. defunta Immacolata Bocchini (consorte del Dott. Pierino Bocchini). La detta Signora con pieno zelo formò un comitato di signore e signorine assumendo essa la presidenza del convegno, riferiva come era desiderio proprio e dell’intera cittadinanza del Mandamento che in S. Agnese sorgesse, annesso al Santuario della Madonna del Carmine, un Orfanatrofio mandamentale. E tutto fu approvato con piacere immenso. Tutti i cittadini con animo generoso offersero il loro obolo. Dandone l’esempio per prima la Promotrice dell’Opera e altro collettato tra i parenti e le amiche. Anche dalle Americhe pervennero delle offerte e anche qui si formarono dei Comitati per interessamento di persone conosciute emigrate. E mentre dall’Italia e dall’America continuava una vera pioggia di Rose, la costruzione dell’Orfanatrofio era già ultimata nella prima parte, sufficiente ad accogliere le Suore e le prime Orfanelle. Ma la  fondatrice non era destinata ad essere anche lì ammiratrice dell’Opera. Nel fatale dicembre 1938 ne affidava, morendo, la continuazione e lo sviluppo, al consorte Dottor Pietro Bocchini, e alla cognata Ida Bocchini Vedova Baldassarre, pia e amabile consorte del defunto Avv. Vittorio Baldassarre fondatore dell’Opera; nonché alla madre Anna Compatangelo e ai suoi due figli Raffaele e Vittorio; quest’ultimo deceduto in giovane età, . Fu educato sin dall’infanzia nel Collegio de La Salle di Benevento che lo formò alle virtù e agli studi: era gentile e di anima nobile e generosa, ispirata ai sentimenti cristiani. Si spense all’età di 18 anni il giorno 28 Luglio 1952, tra il pianto immane dei suoi cari, mentre un improvviso ed inesplicabile profumo di rosa, riempiva la casa e sulla natia San Giorgio scendeva un vero lutto cittadino.

Nel pomeriggio del giorno 20 Luglio 1939, ebbe luogo la solenne inaugurazione dell’Opera sorta di Santa Maria del Carmine. Erano presenti S. E. l’Arcivescovo, colui che dall’inizio guidò e sorresse l’Opera. Erano presenti plaudenti autorità e popolo. Ne benedisse i locali l’Ecc. mo Metropolita e ne assunsero la gestione le Reverende Suore Carmelitane, accompagnate per l’occasione dal Direttore dell’Istituto e dalla Superiora Generale. Dall’Altare della Madonna S. E. Mancinelli illustrò l’alta finalità religioso – sociale dell’Opera, pronosticandone lo sviluppo, inculcandone la propaganda ed esortando tutti alla collaborazione. Di qui la N. D. Ida Bocchini consegnò le chiavi alla Superiora locale Suor Dolores del Sacro Cuore pronunziando un breve discorso. E fu scoperta una lapide di marmo murata nell’interno della casa dedicata alla defunta N. D. Immacolata Bocchini fondatrice dell’Opera di Santa Maria del Carmine. Mentre nella facciata esterna dell’Orfanatrofio vi fu messa una lapide in marmo con la dedica al defunto Avv. Vittorio Baldassarre.  L'Orfanatrofio contava  cinquanta orfanelle e cinque suore e poi c’era la presidente dell’Orfanatrofio la N. D. Ida Bocchini vedova Baldassarre che con cure materne si prodigava per le orfanelle del Carmine e per il fabbisogno del Convento che di giorno in giorno andava sempre più ad ampliarsi. Le suore che gestivono l’Orfanatrofio erano le “ Povere figlie di S. Antonio”. La Superiora era Suor Letizia Basciano la quale con zelo si prodigava per il bene dell’Istituto.

 

A quale Santo era dedicata la Parrocchia

La Parrocchia fu consacrata sotto il titolo delle SS. Vergini e Martiri Agnese e Margherita, dal Cardinale Orsini (poi Papa Benedetto XIII) il 23 settembre 1694. Però la statua venerata è la S. Vergine del Carmelo portata in questa chiesa nel ‘700. Essa è formata da un busto in legno col Bambino sul braccio sinistro e con lo scapolare pendente dalla mano destra. La leggenda narra che essendosi un anno incendiata, durante la festa, con l’Altare e parte della chiesa la statua venerata , fu chiesta in prestito per la processione quella della chiesa di S. Nazzaro. Ma quando finita la festa, i Santagnesini si accinsero alla restituzione, la statua venne per via appesantendosi tanto da divenire insostenibile. Intuitasi la volontà della Madonna, si fece marcia indietro e la statua resasi leggerissima, portata quasi dalla folla grata e commossa, tornò per rimanervi, alla nostra chiesetta. La Vergine ha operato molti prodigi e ne è prova eloquente  il fatto che il Santuario possedeva ricchi e svariati doni votivi. La parrocchia comprendeva ottocento anime, per la maggior parte agricoltori. Essa non comprendeva né complessi industriali, né laboratori, né ritrovi ricreativi (né cinema, né campi sportivi). Non vierano caseggiati popolari dato che il paese era piccolissimo ed erano un rione secondario. Non esistevano né cappelle, né santuari all’infuori del nostro santuario e non esistevano nemmeno risorse naturali.

 

Descrizione “morale” della Parrocchia

 

Alla Domenica assistevano alla Santa Messa festiva in Parrocchia tutti quelli della periferia, mentre gli altri che si trovavano più vicini alla parrocchia andavano nelle altre chiese.

Alla Messa feriale non vi era mai nessuno ad eccezione delle Suore e delle orfanelle e qualche vecchierella, essendo i parrocchiani tutti agricoltori e giornalieri.

Poi al catechismo specialmente per la preparazione della S. Comunione vi partecipavano un buon numero e veniva sostenuto dalla suora locale Suor Candida.

 

Opere parrocchiali

C’era il ramo di Azione Cattolica Femminile e vi partecipavano in queste misure dai cinque anni in su e cioè: Piccolissime, Beniamine, Aspiranti, Giovanissime, e Socie Effettive. Presidenteera la signorina Maria Luisa Galasso, la quale con molta assiduità presiedeva alle adunanze domenicali, insegnando specialmente alle giovani i doveri che dovevano compiere e inoltre le incitva a studiare il Catechismo Domenicale. Oltre all’Azione Cattolica c’era anche la Congrega di Santa Maria del Carmine. Come assistenza agli ammalati più bisognosi e per i Vecchi c'era il Comune che ci pensava a cento metri di distanza dalla nostra Parrocchia. La biblioteca non esisteva ancora ma si stava pensando di poterla organizzare.

 

Feste della Parrocchia

Per antica tradizione, si celebravano annualmente, in onore della nostra Madonna, feste religiose e civili che andavano , a buon diritto, classificate tra le più importanti del Mandamento, non solo per la forma ma anche e sopra tutto per l’afflusso dei fedeli e le contribuzioni dei residenti in America. Il primo Comitato per la festa del Carmine, sorse nel Luglio del 1937, su proposta sel Sig. Avv. Vittorio Baldassarre, fondatore dell’Opera di S. Maria del Carmine. La festa si svolgeva ogni anno il giorno 20 e 21 Luglio. In questo giorno dopo aver solennizzato la festa mattutina, al pomeriggio vi era la processione della S. Vergine e il popolo vi partecipava  numeroso e pio in questa maniera: prima escono le orfanelle con l’alabastro della Madonna del Carmine; poi seguiva l’Azione Cattolica femminile (prima le piccole e poi le grandi) con la bandiera tricolore benedetta da S. E: l’Arcivescovo il 26 novembre 1951 con la scritta G.F. DI AZIONE CATTOLICA DI S.AGNESE; poi seguiva la Congrega del Carmine con lo stendardo della Confraternita, poscia veniva la statua venerata con il clero, e subito dietro seguiva la musica per rendere più gaia e armoniosa la festa, ed infine vieniva il popolo che seguiva la processione con somma religiosità recitando S. Rosari e cantando i più bei Inni alla Madonna.

 

I Parroci fino al terremoto del 1962

1°) Don Luigi Santucci

2°) Don Antonio Tozzi

3°) Don Callisto Mirra

4°) Don Giuseppe Nicola Mirra

5°) Don Arturo Mons. Cozzi

Don Giuseppe Nicola Mirra fu il predecessore dell’Opera di S. Maria del Carmine e fece fare anche la nicchia alla Madonna, poi utilizzò le costruzioni da lui iniziate, ed aveva nella sua mente vagheggiate idee che la morte non gli permise di attuare. Morì nell’anno 1935.

Infine potremmo citare il parroco Mons. Arturo Cozzi il quale si stava prodigando per abbellire la chiesa. Egli lavorava per la parrocchia, celebrava giornalmente la Santa Messa e alla Domenica spiegava il Vangelo e inculcava negli animi le regole del vivere cristiano. 

 

Storia della parrocchia dal terremoto del 1962 ad oggi

 

 

Dal terremoto del 1962 fino al 1983 circa, distrutto l’antico santuario della Beata Vergine Maria del Carmine, ha funzionato come chiesa la piccola cappella delle Suore Francescane di S. Antonio. In quella cappella per molti anni sono state celebrate le S. Messe feriali e festive e amministrati i molteplici Sacramenti, battesimi, matrimoni, funerali ecc...... Dagli anni ’60 circa fino all’inizio degli anni ’70 ha curato pastoralmente la comunità di S. Agnese e S. Margherita don Raffaele Villanacci, che insieme guidava i fedeli di Calvi. Don Raffaele ha operato in modo semplice e con cura paterna si è dedicato alle comunità parrocchiali di Calvi e di S. Agnese e S. Margherita. Dagli inizi degli anni ’70 ha succeduto a don Raffaele don Costantino Frusciante, figlio di questa comunità parrocchiale, ordinato sacerdote nella Chiesa di S. Giorgio Martire  in S. Giorgio del Sannio, il 10 luglio 1966. Fino al 2004 don Costantino, attualmente assistente diocesano del Movimento dell’Azione Cattolica, ha curato in modo esemplare la parrocchia, ha guidato come Pastore il suo gregge secondo lo spirito del Concilio Vaticano II, con lui nacque il Consiglio Pastorale Parrocchiale, organo necessario per l’organizzazione di un piano pastorale, lui ha aperto le porte della parrocchia al laicato invitandolo ad essere formato e testimone nella società moderna. Ha curato con intelligenza ed entusiasmo il mondo giovanile, con tante e svariate attività: Giornalino parrocchiale, Progetto Vacanze, Feste ecc..... ha raggiunto bambini, ragazzi e giovani. Con lui sono nati i vari gruppi parrocchiali presenti in parrocchia, a lui va il nostro grazie per la costruzione della chiesa iniziata negli anni ’80 e conclusa nel 1983, consacrata poi il 16 novembre 1986 da Monsignor Carlo Minchiatti Arcivescovo di Benevento. Nel 2000 vengono conclusi i lavori della struttura adiacente alla chiesa, la Casa canonica e i locali per le attività pastorali. La chiesa e i locali sono stati voluti fortemente da don Costantino che con contributi personali insieme alla generosità dei fedeli ha partecipato alla loro costruzione. Nel 2004 don Costantino lascia la parrocchia e gli succede don Pino Mottola, figlio anche lui di questa comunità parrocchiale, ordinato sacerdote l’8 luglio 1995.

 

 

 

Le suore Francescane di S. Antonio presenti in parrocchia

 

         La Congregazione delle Religiose Francescane di S. Antonio è una fraternità di Sorelle che ha per ideale quello di seguire Cristo e di servire in modo speciale i deboli, i poveri, gli emarginati, vivendo in comune, praticando i voti di castità, povertà e obbedienza, e avendo una incondizionata fiducia nella Provvidenza, secondo lo spirito francescano di Madre Miradio, sua Fondatrice, la quale sperava da Dio ogni aiuto per la realizzazione del suo progetto di carità verso i fratelli.

         Il nome di Gesù, sorgente inesauribile di amore e fonte di ogni bene, era il suo grande amore. Da Gesù, redentore dell’umanità, attingeva la disponibilità e l’attenzione all’uomo e alle sue esigenze storiche.  Alla Vergine Immacolata, mediatrice di tutte le grazie, si rivolgeva con umile e filiale devozione.

         Madre MIRADIO nasce il 2 febbraio 1863 a Castellammare di Stabia (Napoli).  Nel 1882 abbraccia con entusiasmo e radicalità la Vita Religiosa.  Nel 1901, guidata dallo Spirito dispensatore dei carismi, a Carpino di Foggia, fonda la Congregazione delle “Povere Figlie di S. Antonio”, oggi Religiose Francescane di S. Antonio, a cui lascia l’impegno di testimoniare lo spirito delle Beatitudini nella povertà, nella semplicità, nella carità, nell’abbandono fiducioso all’amore provvidente e misericordioso di Dio. La sua esistenza, vissuta nella incondizionata disponibilità alla Chiesa e al mondo, ha un solo scopo: lavorare per la gloria di Dio e servire i più poveri ed abbandonati.

Il Carisma di Madre Miradio si caratterizza per l’incondizionata fiducia nella Provvidenza divina, per la disponibilità assoluta al servizio ecclesiale, per la predilezione dei più disagiati e bisognosi. Il servizio di evangelizzazione - educazione-promozione umana:  dell’infanzia, della gioventù, della donna e dell’anziano, prevalentemente poveri e abbandonati, con disponibilità ad accogliere i segni dei tempi. 

Madre Miradio muore a Secondigliano, Napoli, il 15 dicembre1926. Il suo corpo riposa nella Cappella “S. Antonio” della Casa generalizia di Ariccia (Roma), Via Cicerone, 60.

 

 La  Casa di San Giorgio del Sannio  nacque come Orfanotrofio per opera della Nobil Donna Immacolata Bocchini che sognava di istituire un’opera di carità per i bambini poveri e abbandonati.  L’opera venne affidata alle Suore Francescane di S. Antonio il 6 giugno 1940. Siamo qui presenti in questa comunità parrocchiale di S. Agnese e S. Margherita da oltre 70 anni, a testimonianza di una storia che cammina, la storia del francescanesimo operoso e pragmatico affidato ai doni delle tante e tante consorelle che in tutto questo arco di tempo hanno vissuto, lavorato e offerto la loro vita a servizio di questo territorio.

         Per molti anni le Suore si sono dedicate all’istruzione ed educazione dei fanciulli e dei giovani nell’Istituto educativo per minori e nella scuola materna.  In seguito al terremoto del 1980 la Casa viene ristrutturata e destinata a Casa di Riposo per le Suore anziane con il nome  “Villa Miradio”. Attualmente accoglie anche un gruppo di signore anziane.